Faq regione piemonte slot


I comuni sono autorizzati a disciplinare una riduzione degli orari di apertura non inferiore a 3 ore giornaliere (art.
La Regione Piemonte, analogamente a quanto già deciso da molte altre Regioni, ha approvato una legge per la prevenzione e il contrasto alla diffusione del gioco dazzardo patologico ( legge.Evidentemente, come diceva Prezzolini, in Italia nulla è stabile, fuorché il provvisorio e così in Piemonte, dove da oggi è pienamente operante una di quelle leggi anti azzardo «più restrittive il Governo forse per amore di quel provvisorio ha tentato di dissuadere la Regione dal.Cosa che normalmente fanno cittadini, contribuenti, imprenditori normali in questo Paese.Le nuove norme entrano in vigore oggi il 20 novembre e prevedono che, sempre da oggi 20 novembre, gli esercizi pubblici dove sono presenti apparecchiature per il gioco debbano rispettare la distanza in base al percorso pedonale più breve (non inferiore ai 300 metri per.Ingerenze del Governo: un quasi-conflitto istituzionale.Per la Regione per concessionari non si devono intendere i noleggiatori che forniscono materialmente le slot ai bar, interpretazione presente sia nella circolare dellAgenzia dei milan penalizzato per scommesse Monopoli e recepita da altre regioni, prima tra tutte la Lombardia, bensì i concessionari di rete.Nel mese di dicembre 2018 il Consiglio regionale ha approvato una modifica allarticolo 13, che regola i trasferimenti delle attività da gioco in caso di introduzione di nuovi luoghi sensibili.Ma, evidentemente, la posta in gioco è ben altra.Da qui il blitz.La grande vittoria degli enti locali è stata essere riusciti a far inserire in quellaccordo - ancora non trasformatosi in un decreto - una clausola chiaramente invisa ai lobbysti.Ma il blitz non è riuscito e da oggi i gestori delle oltre 23mila slot machine che nel corso degli anni bonus 80 euro 2017 militari hanno colonizzato esercizi commerciali e spazi di aggregazione nei 1200 comuni piemontesi si dovranno adeguare.Limminente entrata in vigore della legge per il contrasto al gioco dazzardo ha portato il presidente della Regione, Sergio Chiamparino, ad inviare una lettera al presidente del Consiglio regionale, Mauro Laus, nella quale scriveva: è «un preciso dovere istituzionale, su un tema così delicato.Un comma importante, che fa salvi dal futuro decreto norme regionali e regolamenti comunali «più restrittivi» in tema di distanze dai luoghi sensibili e limiti orari di apertura per le rivendite di azzardo legale.La legge della Regione Piemonte sul gioco d'azzardo minaccia la libera impresa e, per questo motivo, deve essere sottoposta al giudizio della Corte Costituzionale.Andrea Bertani, la giunta dell'Emilia Romagna ha confermato la proroga per gli esercizi commerciali già dotati di apparecchi per il gioco dazzardo.Comunque, precisava slot points mlife Chiamparino la Giunta, rispettando fino in fondo le prerogative legislative del Consiglio, non assumerà alcuna iniziativa di modifica senza un atto di indirizzo del Consiglio stesso».




Cosa che ha mandato su tutte le furie il sottosegretario, pier Paolo Baretta che ha dichiarato che «gli amministratori potrebbero rispondere di procurato danno erariale».E prevista una verifica periodica della concreta attuazione della legge e dei risultati ottenuti sulla base di apposite relazioni predisposte dalla Giunta ( ( leggi questa scheda per analizzare alcune sentenze emesse dal Tar Torino nei confronti dei provvedimenti attuativi adottati da numerosi comuni piemontesi.E prevista una distanza minima di 300 metri (elevata a 500 metri per i comuni con più.000 abitanti) degli esercizi commerciali rispetto ad una serie di luoghi sensibili (scuole, impianti sportivi, istituti religiosi, strutture ospedaliere, istituti di credito, stazioni ferroviarie etc con possibilità.Una legge il cui testo era stato presentato addirittura nel 2014, ma della quale o il Governo non aveva preso atto oppure, confidava nella sua non applicazione.Lassenza di macchinette costituisce requisito per accedere a contributi regionali (art.773/1931 collocati all'interno di esercizi pubblici e commerciali, di circoli privati ed in tutti i locali pubblici od aperti al pubblico si adeguano a quanto previsto dallarticolo 5 (rimozione degli apparecchi collocati in esercizi che si trovano ad una distanza inferiore ai 300/500 metri dai.La Regione Emilia Romagna, nel disappunto anche di molti esponenti della maggioranza di centro-sinistra, infatti, ha prorogato fino al 2022 lentrata in vigore delle norme che vietano la presenza di slot machine allinterno di bar o esercizi commerciali vicini ai luoghi sensibili come parchi.È un colpo di spugna a favore dellazzardo che la Regione ha tenuto ben nascosto visto che questa interpretazione non era mai stata specificata né era presente nel testo di legge.9/2016 contenente disposizioni contro la ludopatia, all'art.Secondo ambienti legati al business del gioco si tratta di una pronuncia particolarmente significativa che potrebbe segnare una svolta sotto il profilo della regolamentazione del gioco pubblico a livello locale.Si tratta solo dell'ultimo, in termini di tempistica, attacco alle leggi regionali che pongono limiti e regole alla diffisione dell'azzardo di massa.Il 7 settembre scorso, Regioni, Enti Locali e Stato hanno raggiunto un accordo sulla riorganizzazione territoriale della rete di vendita dellazzardo legale.Quella che sembra una differenza da poco in realtà produce un effetto sostanziale aggiunge Andrea Bertani Le concessioni di rete, infatti, sono nazionali e hanno una scadenza naturale fissata nel 2022, mentre quelle stipulate con i noleggiatori di solito si esauriscono nel giro di uno.
Rispondendo a una interpellanza presentata dal consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle.



La normativa si applica progressivamente anche alle vecchie licenze: entro 18 mesi per chi ha installato slot machine, 3 o 5 anni per le sale gioco e sale scommesse (artt.

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